
Mentre Cecilia stava parlando con Costantini arrivò una ragazzo alto , scuro, con indosso una camicia rosa a righe viola e un paio di jeans, di aspetto gradevole e con lo sguardo perso in chissà quale antro della mente. – Luca, vedi un po’ è arrivata la nostra nuova collaboratrice, la signorina Cecilia Mecozzi- fece Costantini. – Piacere, la signora Marchi mi ha telefonato poc’anzi per vedere se era arrivata. Bene, si sieda pure nel mio ufficio che le presento il suo primo lavoro. - fece Luca.
A Cecilia non sembrava di aver di fronte uno scansafatiche e a guardarlo bene non aveva affatto la fronte o i capelli bagnati per il ghiaccio. L’impressione era di una ragazzo gentile e ben curato.
Cecilia si sedette sulla poltroncina nera con le ruote che nel frattempo Luca aveva trascinato dal corridoio e, tanto per darsi un tocco professionale aveva tirato fuori il suo taccuino per gli appunti. Luca la guardò divertito ma non disse nulla. Iniziò a presentarle subito il suo lavoro.
- Il suo primo compito è un’ intervista. Si, è giunta in città Mirella Viandoni e lei dovrà appunto intervistarla.
Vede, essendo questo l’ufficio cronaca e costume non ci interessa il suo percorso artistico ma vogliamo conoscere la donna. Lei fingerà di essere interessata al suo ultimo album ma in ultima analisi dovrà estrapolarle confessioni personali. Non è facile, non è bello ma funziona così. È la gavetta , anch’io ci sono passato.- Capisco, non è mia intenzione ribattere, cercherò di prepararmi delle belle domande sperando di fare un lavoro dignitoso- ribattè Cecilia.
- Posso darti del tu?- fece Luca- Si, senza problema- rispose Cecilia.
- Non avrai tempo di prepararti le domande perché la signora Viandoni è qui.
Cecilia sbiancò, per un attimo le mancò il respiro. Fece finta di mantenere un certo aplomb e salutò la signora Viandoni.-
-Si, sono qui per l’intervista, l’avevo promessa a Luca. Non gli si può mai dire di no. Bene signorina facciamo presto- attaccò subito l’artista.
Cecilia aveva la mente vuota, tenne stretto il suo taccuino nella mano e cercò di trasformarsi nella giornalista sfrontata e garbata al tempo stesso.
- Nella sua ultima canzone compare ancora una volta l’amore . Crede nell’amore eterno?-
- No. Sono baggianate inculcate dal neoplatonismo occidentale. L’amore eterno non esiste, se la smettessimo di crederci non ci sarebbero tutti i problemi che le coppie hanno oggi.
- La sua affermazione sembra un po’ cinica-
- Si, forse lo è ma ho imparato a guardare la vita con disincanto. L’amore di coppia è una forma meschina d’amore non esente da tante piccole crudeltà che col tempo non possono che diventare grosse crudeltà generando dolore.
- Eppure nel testo della canzone si parla di un grande amore.
- Si, perché è un amore idealizzato. Idealizzato e pertanto non consumato. Solo così si può sfidare il tempo.
- Cosa sta cercando in questo momento della vita?
- Cerco di essere serena.
- Non felice?
- La felicità, come sostenevano gli antichi è assenza di dolore. In questo caso allora sono felice ma oggi parlerei appunto di serenità. Cosa vuole che cerchi.
Una volta lessi Sartre e mi colpì la frase “ siamo specchi che scivolano sul nulla”. Niente più.
Niente più?
- Niente più-
A Cecilia non sembrava di aver di fronte uno scansafatiche e a guardarlo bene non aveva affatto la fronte o i capelli bagnati per il ghiaccio. L’impressione era di una ragazzo gentile e ben curato.
Cecilia si sedette sulla poltroncina nera con le ruote che nel frattempo Luca aveva trascinato dal corridoio e, tanto per darsi un tocco professionale aveva tirato fuori il suo taccuino per gli appunti. Luca la guardò divertito ma non disse nulla. Iniziò a presentarle subito il suo lavoro.
- Il suo primo compito è un’ intervista. Si, è giunta in città Mirella Viandoni e lei dovrà appunto intervistarla.
Vede, essendo questo l’ufficio cronaca e costume non ci interessa il suo percorso artistico ma vogliamo conoscere la donna. Lei fingerà di essere interessata al suo ultimo album ma in ultima analisi dovrà estrapolarle confessioni personali. Non è facile, non è bello ma funziona così. È la gavetta , anch’io ci sono passato.- Capisco, non è mia intenzione ribattere, cercherò di prepararmi delle belle domande sperando di fare un lavoro dignitoso- ribattè Cecilia.
- Posso darti del tu?- fece Luca- Si, senza problema- rispose Cecilia.
- Non avrai tempo di prepararti le domande perché la signora Viandoni è qui.
Cecilia sbiancò, per un attimo le mancò il respiro. Fece finta di mantenere un certo aplomb e salutò la signora Viandoni.-
-Si, sono qui per l’intervista, l’avevo promessa a Luca. Non gli si può mai dire di no. Bene signorina facciamo presto- attaccò subito l’artista.
Cecilia aveva la mente vuota, tenne stretto il suo taccuino nella mano e cercò di trasformarsi nella giornalista sfrontata e garbata al tempo stesso.
- Nella sua ultima canzone compare ancora una volta l’amore . Crede nell’amore eterno?-
- No. Sono baggianate inculcate dal neoplatonismo occidentale. L’amore eterno non esiste, se la smettessimo di crederci non ci sarebbero tutti i problemi che le coppie hanno oggi.
- La sua affermazione sembra un po’ cinica-
- Si, forse lo è ma ho imparato a guardare la vita con disincanto. L’amore di coppia è una forma meschina d’amore non esente da tante piccole crudeltà che col tempo non possono che diventare grosse crudeltà generando dolore.
- Eppure nel testo della canzone si parla di un grande amore.
- Si, perché è un amore idealizzato. Idealizzato e pertanto non consumato. Solo così si può sfidare il tempo.
- Cosa sta cercando in questo momento della vita?
- Cerco di essere serena.
- Non felice?
- La felicità, come sostenevano gli antichi è assenza di dolore. In questo caso allora sono felice ma oggi parlerei appunto di serenità. Cosa vuole che cerchi.
Una volta lessi Sartre e mi colpì la frase “ siamo specchi che scivolano sul nulla”. Niente più.
Niente più?
- Niente più-




